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Quello che
mia mamma ricorda - e con dispiacere! - sono alcune letterine
che scrissi a Babbo Natale a 5 e 6 anni: "Caro Babbo Natale, ti prego, sarò buona!
non voglio nulla, portami solo un cane". Ho dovuto aspettare
di avere 24 anni per ricevere il regalo da Babbo Natale.....
Sarò stata cattiva? mah... |
Quando ho
visto il mio primo rott avevo solo 12 anni; un cagnone
nero a spasso nei viali alberati nel centro di Torino;
mi sono avvicinata e ho chiesto "Scusi,
che cane é?" "Un rottweiler", mi ha
risposto fiero il suo proprietario.
Il cane ha alzato gli
occhi, nerissimi, e mi ha fissata; non riuscivo più a
distogliere lo sguardo, ero come ipnotizzata dai suoi occhi,
dalla profondità e dalla dolcezza del suo sguardo.
Sono rimasta folgorata, amore a prima vista.... ma i miei
genitori non avevano alcuna intenzione di prendere in casa
un cane, e poi un cane di quella mole, certo mai!
Così ho
continuato a sognare un grosso cagnone nero focato che ogni
mattina mi svegliasse con una leccata e con quello sguardo
profondo.
E soltanto molti anni dopo, quando sono andata
a vivere da sola, quel sogno é potuto diventare realtà.
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Ho cominciato
con una femmina, Ghelotta, acquistata da un privato, senza
alcuna idea di selezione - ne mia, ne, tantomeno, questo
molto più grave, sob! del proprietario della fattrice
- e circa due anni dopo con quello che si sarebbe rivelato
uno splendido maschio, Schwartz, anche se in casa l'ho
sempre chiamato con tutti i nomi del mondo, e lui, maschio
in tutti i suoi peli, era decisamente sdegnato quando lo
chiamavo patatino, pupis, e mille altri nomignoli affettuosi...
Con
lui ho cominciato la mia avventura nella Cinofilia.
Ero da Gianni Mattiuzzi, dove ero approdata dopo un'esperienza
pessima, per cercare di rimediare ai disastri che il precedente "addestratore" (sic!
si spacciava proprio per tale!) aveva fatto, e ho conosciuto
due persone alle quali dovrò dire grazie per sempre:
Danilo Travers e Florindo Coppo |
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Il primo é un Addestratore (le maiuscole
non sono casuali) il secondo é un Allevatore di dobermann
e Giudice dobermann e rottweiler.
Il primo - ma non perché Mattiuzzi
non sia all'altezza, solo per una questione di distanze!
- mi ha insegnato cosa vuol dire preparare un cane per le
prove di lavoro, il secondo cosa vuol dire andare in expo.
Danilo Travers ( www.sportingdog.it)
mi ha fatto da mentore per molti anni, e dopo molti anni
a lavorare con lui sono approdata ad altre esperienze, con
Marco Scardassa inizialmente - allevatore, figurante ufficiale,
giudice di razza - esperienza che ho dovuto interrompere
a causa dell'enorme distanza che mi separa da Marco, ed ora
con Riccardo Bonino ( www.blackdogschool.it)
, figurante ufficiale e conduttore di soggetti ai Mondiali
di lavoro.
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E' grazie
a tutti loro che sono arrivata a comprendere "come" pensa
un cane, quali sono le sue caratteristiche caratteriali e
come bisogna porsi a seconda del cane che si ha in al guinzaglio
in quel momento, senza raccontarsi mai bugie sulle sue doti
caratteriali e imparando a accettare che vivere con un cane
significa pensare come tale.
Florindo Coppo mi ha spinta ad affacciarmi
nel mondo delle expo; per il suo occhio allenato Schwartz
era uno splendido cane. Pr il mio occhio cinofilmente non
preparato Schwarz era bello, come "ogni scarrafone é bello
a mamma sua" e mai più pensavo che avrebbe potuto
competere! Ed invece, in pochi mesi, é diventato Campione
Italiano di bellezza, ha conseguito tutti e tre i brevetti
(condotto da me, preparato insieme a Danilo) e anche lo ZTP.
E poco per volta, guardando, chiedendo, informandomi, facendo
sicuramente la figura dell'imbecille per certe mie domande,
ho cominciato ad affrontare l'esperienza dell'allevare. |
Prima con Ghelotta, che
malgrado fosse una cagnina deliziosa, come ho capito che
non era un soggetto prezioso per la razza, ho preferito
non farla più partorire, poi acquistando alcune
cagne adulte.. e andando a fare monte da stalloni titolati,
sopratutto dal punto di vista caratteriale...
Mi sono avvicinata anche al Club di razza,
e nonostante un impatto iniziale un po' schoccante, il presidente
di Club ( www.rottweilerclubitalia.it),
la dott.sa Carla Romanelli Lensi, ha capito che sotto un'apparente
scostanza c'era una persona grandemente appassionata e ha
cominciato a istruirmi sulla razza, prendendomi sotto la
sua egida e chiedendomi di accompagnarla qua e là,
dove andava a giudicare, per coinvolgermi nei suoi impegni
e consentirmi di crescere come cinofila, preparandomi per
affrontare gli esami da giudice, che anche grazie ai suoi
insegnamenti e tante tante ore di studio, ho potuto superare
brillantemente molti anni dopo . |
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Finalmente,
nel 1995, mi sono decisa a fare il grande passo: la richiesta
di affisso. Avevo capito: allevare non significa fare cuccioli,
ma mettere al mondo responsabilmente una nuova vita, che
deve essere accudita già da molto
prima del suo arrivo. Con la scelta dei riproduttori, con
le cure alla futura mamma, e poi a quelle del "bebé",
la scelta della nuova famiglia a cui affidarli, seguirli
per i primi mesi, con dedizione e impegno assoluti.... Al
fine di poter offrire ai miei cani quanto di meglio e nello
stesso tempo poter accrescere la mia cultura e metterla a
disposizione dei proprietari dei miei cuccioli, alla venerandà età di
quasi 40 anni mi sono iscritta all’Università,
con l’intento di laurearmi in “Tecniche di allevamento
ed educazione cinofila del cane di razza”. |
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La cultura che ho ottenuto
attraverso questo corso triennale é moltissima e
mi permette oggi di avere una preparazione tecnica di alto
livello che ho potuto affiancare a quella pratica di vent’anni
di allevamento.
Oggi i cani di cui vi
parlo non ci sono più. Questo é il mio più grande
dolore. Sapere che la loro vita, rispetto alla nostra, é solo
una breve parentesi. Per questo il mio impegno per avere
cuccioli sani, equilibrati, tipici e ceduti a persone che
faranno di loro cani felici é ancora più grande.
Molti sono stati i successi ottenuti, i cani dei quali
vorrei raccontarvi: mi limito a ricordare due splendide
femmine: Nikita,
frutto dell'accoppiamento tra una figlia di Schwartz e
Assan, un figlio del pluri Ch. Urban, Campionessa Sociale
Giovani RCI, e Lavinia,
anche lei C. Sociale Giovani di Club, che arriva da una
linea materna che ho selezionato personalmente, totalmente
da lavoro, mentre il papà é un figlio del
Ch. tedesco Falco vd Teufelsbrucke. |
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Nel corso degli anni ho avuto l’occasione di conoscere
molte razze di cani, ed una in particolare mi ha così colpita
che ho scelto di affiancarlo al mio primo amore in allevamento:
lo Staffordshire Bull Terrier, un piccolo cane con grandi
doti. Dal 2003 Amanda é con me, affiancata da Blue
e dalla prima figlia di Amanda, Apis Mellifica del Marchesato,
frutto dell’accoppamento con un grande stallone sudafricano,
Ringmaster Quest For Fame. Ora lo Staffi occupa un posto
preponderante nel mio cuore, grazie alla sua grandissima
personalità e simpatia racchiuse in un piccolo spazio
pieno di gioia. La costanza e la volontà per andare avanti, nonostante
tutte le inevitabili piccole e grandi difficoltà hanno
fatto si che da una scelta di passione diventassi una stakanovista
di un appassionante lavoro. E che questo non é scandito
soltanto da vittorie e successi, da riconoscimenti, ma
da tanto, tanto tempo dedicato al mio amore. Il cane.
Daniela Maffei.
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