Di solito ci si avvicina ad una razza colpiti prevalentemente
dal suo aspetto esteriore e il rottweiler in questo non
fa eccezione; si aggiunge semmai a quella sorta di “brutta” fama
che la razza si é fatta negli anni ‘90, dove
l’attenzione dei media ha riportato - troppo spesso
a sproposito- aggressioni di cani verso persone. Questa
fama ha fatto si che moltissime persone si avvicinassero
alla razza convinti di trovare nel rott quella sicurezza
che sentivano di aver perduta, oppure quel brivido che
sempre colpisce di fronte a qualcosa di “forte”.
Tutto ciò, purtroppo, ha fatto malissimo alla razza.
Troppi cani sono stati ceduti con leggerezza a persone
che non avevano la preparazione per gestire un cane con
un’impronta caratteriale importante, e troppi sono
stati i cuccioli nati da accoppiamenti poco accurati, e
tutto ciò si é riflettuto nella salute generale
della razza.
Ho scelto di parlare del rottweiler e del suo standard
partendo dalla descrizione del carattere, parte preponderante
di una razza da utilità, compagnia e servizio Per
la parte morfogica é necessario avere un po’ di
pazienza nella lettura ......
commento allo standard di Daniela Maffei, allevatore
di rottweiler con l'affisso del Marchesato, giudice Enci
per la razza.
CARATTERE
> DM: : come lo standard specifica, il rott DEVE
essere “socievole e pacifico e per natura ama
i bambini; è affettuoso, obbediente, addestrabile
ed amante del lavoro. Il suo aspetto imponente lascia
intuire le sue origini. Il suo comportamento è sicuro,
solido di nervi ed intrepido. E' sempre vigile e attento
al mondo che lo circonda.”
La razza è sottoposta a prova di lavoro e a selezione
ZTP per avere accesso ai titoli di campionato e alla
riproduzione selezionata. Ma alla fine, cosa significano
queste cose? E' estremamente difficile esprimere correttamente
attraverso uno scritto qualcosa che, in realtà,
si può soltanto vivere. Il cucciolo di rott è oltremodo
curioso e impetuoso, ma nello stesso tempo è anche
un soggetto fragile; la selezione storica della razza
scelse di privilegiare alcune caratteristiche che ne
esaltassero l'utilizzo per il quale fu selezionato. Dobbiamo
fare un piccolo salto indietro nel tempo ed immaginarci
immersi nella teutonica Foresta Nera; siamo soli su un
carro in un sentiero tracciato nella foresta, di notte,
senza una luce se non quella della luna e delle stelle
che fanno capolino tra gli alberi di alto fusto, e stiamo
tornando dalla fiera del bestiame, dove abbiamo ceduto
gran parte dei frutti della nostra mandria. Il bestiame
rimasto sta tornando a casa con noi accompagnato da un
imponente rottweiler. Ha provveduto, tanto per il viaggio
d'andata che per quello di ritorno, a tenere la mandria
raccolta e a difenderla dagli attacchi dei predatori.
Ora il suo compito diventa più impegnativo: difendere
noi e i nostri guadagni dall'attacco di predatori molto
più pericolosi e subdoli. I ladri. Il cane dorme
sotto il carro, con la borsa dei soldi attaccata al collo;
ma il suo è un dormire vigile; ogni minimo rumore
lo mette in allerta, pur restando silenziosamente al
suo posto. Il suo compito non è di avvisare il
mandriano; il suo silenzio ha lo scopo di sorprendere
e, se si rendesse necessario, aggredire questi predatori
a due zampe. Chiunque si avvicinerà troppo al
suo mandriano correrà il rischio di assaggiarne
i denti.
Ed ora torniamo ai giorni nostri: la diffidenza, la
vigilanza, la tempra e l'attenzione necessarie per svolgere
al meglio questo arduo compito sono ancora presenti nella
razza moderna; sono state in parte sopite nella selezione
moderna, indubbiamente, ma ci sono. Per questo motivo
il rott, più che altre razze, necessita di un
grande impegno per la socializzazione del cucciolo, affinché possa
ampliare il panorama delle sue esperienze e diventare
un cane sicuro di sè e sociale. E' necessario
provvedere alla sua educazione sin dal primo giorno di
convivenza, applicando la coerenza, innanzitutto, e non
facendosi intenerire troppo dal suo aspetto da peluche
e dallo sguardo languido, che sa usare benissimo! per
ottenere ciò che vuole, ma che potrebbe rivelarsi
poco consono alla vita con un cane che, da adulto, potrà raggiungere,
e in qualche caso anche superare, 50 kg. Con il rott
le maniere forti vanno bandite. Con lui, il rispetto
e la dedizione si otterranno comportandosi da guide ferme
e coerenti, molto più che da dispotici dittatori.
Per ottenere questo risultato è necessario che
il proprietario di un rottweiler apprenda bene il “canese”,
applicando giornalmente e, ancora una volta con coerenza,
i concetti base d'educazione canina. In questo compito
potrà essere molto utile l'esperienza che l'allevatore
metterà a disposizione del neo proprietario e
venir supportata da un corso di educazione di base, meglio
se di tipo Puppy. Le prove di selezione mettono l'accento
su alcune caratteristiche importantissime per qualsiasi
razza: la salute attraverso il controllo delle principali
patologie trasmissibili. L'equilibrio, la sociabilità e
le doti caratteriali attraverso alcune prove studiate
ad hoc. Il controllo morfologico attesta l'assenza dei
difetti da squalifica elencati nello standard. Le prove
di lavoro attuano un'ulteriore selezione, mettendo a
frutto, contemporaneamente, tutti i doni del rottweiler:
il fiuto attraverso le prove di pista, la docilità attraverso
le prove di obbedienza, la tempra ed il coraggio attraverso
le prove di difesa. E' consigliabile, per i motivi sopra
elencati, qualora si desideri condividere la propria
vita con un rottweiler, scegliere il futuro cucciolo
SOLTANTO da riproduttori testati. Aggiungo ancora una
postilla sul carattere: lo standard é molto chiaro
in proposito: tutti i soggetti timidi, ansiosi, codardi,
malvagi, eccessivamente diffidenti, troppo nervosi sono
soggetti DA SQUALIFICA.
F.C.I. Standard n. 1471 - 19 Giugno 2000 Paese d'origine:
Germania; Utilizzazione della razza: cane da compagnia,
servizio e lavoro; Classificazione F.C.I.: Gruppo 2 - Sezione
2.1: Molosso, tipo mastino, con prove di lavoro.
> DM: : Il rottweiler è, insieme al boxer,
l'unica razza di cane Molosso di tipo mastino sottoposta
a prova di lavoro; la sua collocazione FCI ci aiuta a
comprendere che ci troviamo di fronte ad un cane di tipo
meso/brachimorfo, o mesomorfo spinto, con testa brachicefala.
Per tradurlo in parole più semplici: Corpo atletico
e massiccio, costruito per il movimento sulle medie distanze
con andatura sostenuta e testa imponente; ciò é indice
di un cane attivo, sportivo, sano e assertivo.
Breve riassunto storico:
Il Rottweiler appartiene ad una delle razze più antiche.
La sua origine risale ai tempi dei Romani, epoca in cui
assolveva compiti di cane da guardia e bovaro. Quando lel
legioni romane attraversarono le Alpi, i cani le accompagnarono,
proteggendo l'uomo e conducendo le mandrie. Stabilendosi
nella zona di Rottweil, questi cani vennero in contatto
con i cani nativi del posto. La naturale conseguenza fu
un'ibridazione dei due gruppi. Il compito principale del
Rottweiler rimase la guardia e la conduzione di grosse
mandrie, la difesa dei loro padroni e della loro proprietà.
Dalla città imperiale di Rottweil, il cane prese
il nome di Rottweiler - il cane macellaio. I macellai allevarono
questo tipo di cane unicamente per il suo rendimento nel
lavoro ed il proprio uso personale. Col passare del tempo,
il risultato fu un notevole cane da guardia e da mandria,
così come da tiro. Inolte, all'inizio del XX secolo,
quando la polizia stava selezionando cani, mise alla prova
anche il Rottweiler. Subito riconobbe che il cane era eccezionalmente
adatto a questo tipo di servizio, di conseguenza, nel 1910,
il Rottweiler fu riconosciuto ufficialmente come cane poliziotto.
Nell'allevamento del Rottweiler l'obiettivo è produrre
un cane potente, pieno d'energia, nero con focature color
marrone rossicce ben delineate, che nonostante la sua imponenza
sia contraddistinto da un aspetto nobile e sia in grado
di svolgere la funzione di cane da compagnia, servizio
e utilità.
> DM: : Ogni razza canina ha una storia; quella presentata
dallo standard del rott é, probabilmente, quella
più vicina alla realtà e, dal 1600 circa
in avanti, documentata senza dubbi; resta ancora da dimostrare
con certezza la sua provenienza dai mastini dei Romani,
come per altro per tutti i cani di tipo molossoide. L'ultimo
standard del 19.06.01 contiene la variazione sulla coda,
ma é interessante evidenziare anche come é scomparsa
la parola “difesa” che compariva nello standard
del 1988 , sostituita dalla parola “servizio”,
indice di un'accresciuta sensibilità verso le
prove, intese non solo come prove di lavoro. Il rott
viene sempre più spesso utilizzato come cane di “servizio” appunto,
nella ricerca su macerie o di superficie, per l'aiuto
ai disabili, la pet terapy o come cane antidroga.
Aspetto generale del cane:
Il Rottweiler è un cane da medio-grande a grande,
robusto, nè massiccio nè leggero, nè levrettato,
nè alto sugli arti. Le proporzioni esatte della
sua struttura lo vogliono compatto e potente, evocante
grande forza, elasticità e resistenza.
> DM: : Già dalla prima riga possiamo leggere
quello che il rott non è: leggero, levrettato,
alto sugli arti. Sono tutte specificazioni che aiutano
a comprendere che ci troviamo di fronte un cane di taglia
grande ma non massiccio come di solito sono i molossi,
con ossatura robusta, preposto per il movimento ma non
un velocista come il levriere. Il rottweiler é dunque
un “molosso funzionale”; l'aspetto estetico
della testa si avvicina a quella di un molosso, la sua
costruzione fisica é fatta per il movimento, con
un trotto adatto a coprire distanze con un minimo dispendio
d'energie.
Importanti proporzioni:
La lunghezza del tronco, misurata dalla punta dello sterno
alla protuberanza ischiatica, non dovrebbe superare l'altezza
al garrese più del 15%.
Comportamento e carattere:
Discende da stirpe socievole e pacifica e per natura ama
i bambini; è affettuoso, obbediente, addestrabile
ed amante del lavoro. Il suo aspetto imponente lascia intuire
le sue origini. Il suo comportamento è sicuro,
solido di nervi ed intrepido. E' sempre vigile e attento
al mondo che lo circonda.
Testa:
Cranio: di media lunghezza, cranio largo tra le orecchie,
l'osso frontale, visto di lato, solo moderatamente convesso.
L'occipite è ben sviluppato senza sporgere eccessivamente.
Stop: salto naso frontale pronunciato.
Fisionomia:
Naso: la canna nasale è diritta, larga alla base
e con moderato assottiglia mento. Il Tartufo ben conformato, è piuttosto
largo che arrotondato, sempre nero con narici proporzionatamente
grandi.
Muso: non deve mai essere lungo o corto rispetto al cranio.
Labbra: nere, aderenti con commessura labiale chiusa, le
gengive devono essere scure.
> DM: : Per aiutarci nell'immaginare la corretta
testa del rott, pensiamo di trovarci davanti ad un cubo,
che sarà il cranio, con la parte superiore lievemente
arrotondata e quella frontale leggermente convessa. Per
il muso invece, immaginiamo una piramide a base trapezoidale
e con la punta mozzata, con le facce laterali (del muso)
appena convergenti. La base, più ampia, sarà posta
verso il cranio, la punta mozzata porterà il tartufo.
La base trapezoidale nella parte più stretta rappresenta
il lato superiore della canna nasale, la parte più larga
la mascella inferiore. Per quanto attiene lo stop, rimanendo
in tema geometrico, possiamo riferirci all'unione tra
questi due solidi, disegnando un angolo d'inclinazione
di circa 120/130 gradi; dal punto di vista anatomico,
invece, lo stop é formato dalle ossa frontali
che discendono verso le nasali, con la partecipazione
delle arcate zigomatiche, dai sottorbitali che rimontano
verso l'occhio e dal mascellare superiore. Può accadere
che l'arcata frontale sia poco sviluppata e nella visione
frontale come in quella laterale viene a mancare la necessaria
arcuatura che forma lo stop (stop sfuggente o appiattito).
Altra caratteristica di questa testa brachicefala é l'assenza
di pelle in eccesso che contribuisce a formare la giogaia,
tipica per altro di quasi tutti i molossi. E' specificato
che il profilo inferiore del muso é dato dall'osso
della mascella inferiore e non dal labbro. Già in
questo punto il rott comincia a differenziarsi dai molossi,
tutti con testa imponente e pelle più o meno abbondante
Mascella: forte e larga sia la superiore che la inferiore.
Guance: pronunciate arcate zigomatiche.
Dentatura: completa ( 42 denti), robusta con gli incisivi
superiori che si chiudono a forbice sopra quelli della
mascella inferiore.
> DM: : Nel rott la mancanza anche di un solo, piccolissimo
dente, comporta la squalifica; i soprannumerari sono
semplicemente segnalati . L'unica chiusura desiderata é quella
a forbice ortognata, con gli incisivi superiori che chiudono
davanti agli incisivi inferiori, sfiorandoli, e coprendoli
per almeno i 2/3. La chiusura a tenaglia è tollerata,
ma comporta una declassazione del soggetto. Al contrario,
in molti molossi lo standard prevede la chiusura desiderata
a forbice rovescia o prognata, e i denti assenti non
vengono presi in considerazione. Se questo, a qualcuno,
può far storcere il naso, ci spiace! Le disposizioni
presenti in uno standard, anche se scomode, vanno rispettate.
Sono le “leggi” sulle quali si basa la selezione
cinotecnica di una razza.
Occhi: medio-grandi, a forma di mandorla, di colore marrone
scuro con palpebre ben aderenti.
> DM: : In questo punto é nuovamente ribadito
il fatto che la pelle sulla testa deve essere tesa e
non sono desiderate le palpebre poco aderenti, cascanti,
che formano una tasca al di sotto dell'occhio lasciando
scoperta la terza palpebra, come è per quasi tutti
i molossi. Per quanto riguarda il colore, lo standard
vuole l'occhio scuro; non si tratta di sola funzione
poiché il colore dell'occhio é ininfluente
sulle capacità visive. Questa ricerca, in apparenza
solo estetica, valorizza maggiormente la dolcezza dello
sguardo e viene ricercata anche per una motivazione ancestrale:
nei ricordi ancestrali dell'uomo, l'occhio chiaro, giallastro,
tipico del predatore, suscita inquietudine.
Orecchie: medio-grandi, pendenti, triangolari, attaccate
alte e ben distanti l'una dall'altra. Orecchie ben inserite,
quando sono rivolte in avanti, conferiranno una maggior
larghezza al cranio.
> DM: : L'attaccatura delle orecchie dovrà essere
ben al di sopra della linea formata dalle arcate zigomatiche,
mentre la loro forma, a triangolo isoscele, dovrà scendere
a coprire il meato uditivo, con la punta che non raggiunge
la linea della focatura della guancia; in attenzione,
il cane rivolge in avanti le orecchie e l'impressione
che se ne ricava é quella di una maggior ampiezza
del cranio; le orecchie non devono essere inserite più alte
della linea immaginaria che si appoggia sul margine posteriore
del cranio e, quando il cane é in attenzione,
essere accartocciate, troppo sporgenti o asimmetriche.
Collo:
Potente, moderatamente lungo, ben muscoloso, leggermente
arcuato, asciutto, senza giogaia o pelle lassa sotto la
gola.
> DM: : ritorna l'attenzione per la pelle ben tesa
e priva di rughe e di giogaia. Tutto questo non ha solo
un senso estetico ma di funzione: per un cane che deve
muoversi per molto tempo, tutto ciò che può aumentare
il peso da trasportare é antieconomico. E la pelle
in eccesso pesa!
Tronco:
Linea dorsale: diritta, forte, solida. Zona renale: corta,
forte e profonda. Groppa: larga, di media lunghezza, leggermente
inclinata, nè diritta nè scoscesa.
> DM: : Nello standard redatto nel 1981, la groppa
era definita: “larga, di media lunghezza, leggermente
convessa ma non orizzontale o avvallata”. Questo
poteva presupporre una groppa leggermente tondeggiante,
mentre l'indicazione ”leggermente inclinata” in
uso attualmente definisce più chiaramente la forma
della groppa. Questa regione del corpo riveste un'enorme
importanza nel movimento e la sua corretta inclinazione é spesso
sinonimo di corretti arti posteriori; l' inclinazione é data
dalla posizione delle ossa che la compongono (ischio,
ileo e pube) rispetto all'orizzontale, inclinazione ideale
di 25/30° circa, e dalla grossa massa muscolare che
le avvolge; altro aspetto di primaria importanza é la
lunghezza della groppa; una groppa lunga e larga é pregio
assoluto in cinotecnia e a maggior ragione per un cane
trottatore, e vista l'importanza che la groppa riveste
nella trasmissione del movimento, non dovrà essere
corta, scoscesa o “a panettone” dando l'impressione
che il cane sia stato come “troncato” in
questa regione; oggi, con il mantenimento della coda
integra, una groppa eccessivamente avvallata, sfuggente,
troppo inclinata o, al contrario, troppo corta e raddrizzata,
sarà la base per una brutta uscita di coda.
Torace: spazioso, largo e profondo (approssimativamente
il 50% dell'altezza del cane al garrese) con petto ben
sviluppato e costole ben cerchiate.
> DM: : Una costruzione da trottatore richiede buoni
polmoni che devono trovare un ottimo alloggiamento insieme
ad altri organi, all'interno del torace, che dovrà essere
sì ampio, ma consentire l'espansione ottimale
dei muscoli respiratori; quindi petto ben sviluppato,
torace disceso e costole ben cerchiate, e mai a botte
Addome: fianchi non retratti. Coda: al naturale in prolungamento
della linea superiore, a riposo pendente.
> DM: : In quest'ultimo standard il rott è presentato
con la coda al naturale; anche se ciò inizialmente
ha reso necessario un adattamento visivo, ora tutti i
proprietari di rott a coda integra sono concordi nel
dichiararsi estremamente soddisfatti di questa appendice.
Il rott a coda integra, da cucciolo, migliora visibilmente
stabilità ed equilibrio, da adulto si esprime
meglio con gli altri cani e rivela con più chiarezza
i propri pensieri. Dal punto di vista del portamento,
i maschi in particolare, se appena appena più interessati,
tendono a portare la coda quasi in verticale, con la
punta leggermente arrotondata e ricadente verso il dorso.
Attualmente, non essendo ancora possibile stabilire con
certezza il tipo di coda ideale, é necessario
fare attenzione sopratutto alle deviazioni ossee.
Arti:
Anteriore. Nel complesso, gli arti anteriori, visti di
fronte, sono diritti e non restringentisi. Visti di lato,
il braccio è diritto. L'angolazione della spalla
dovrebbe essere di circa 45°.
Spalla: ben piazzata.
> DM: : L'inclinazione della spalla così misurata
non corrisponde sempre all'angolo reale formato dalla
scapola sulla verticale, é piuttosto l'idea visiva
che il giudice recepisce. Essendo questa zona ben coperta
da muscoli é difficilmente possibile percepire
al tatto l'inclinazione della spina acromiana, base sulla
quale é poi misurato l'angolo della scapola. L'angolo
della scapola, misurato scientificamente sul cane fermo
in stazione attraverso tecniche radiografiche sofisticate è,
più verosimilmente, di circa 30°. Tuttavia,
vista la mobilità della scapola, che riesce ad
oscillare di circa 15°, e vista somma dei due (30+15)
i 45° possono comunque essere indicatori di una spalla
ideale. L'angolo scapolo omerale, invece, si attesta
sui 120° in un soggetto molto ben angolato, con un
omero inclinato di circa 60° sull'orizzontale e l'avambraccio
quasi perpendicolare al terreno.
Omero: ben aderente al tronco.
Avambraccio: vigorosamente sviluppato e muscoloso. Metacarpo:
leggermente elastico, forte e non rigido.
Piedi: rotondi, dita chiuse e ben arcuate, suole dure,
unghie corte, nere e forti.
> DM: : Avambraccio e metacarpo, così come
i piedi anteriori, debbono dar l'impressione di elasticità e
potenza allo stesso tempo, senza rigidità; solitamente,
metacarpi eccessivamente flessi, piedi appiattiti con
dita poco arcuate sono sinonimi di lassità legamentosa,
che spesso si ripresenta anche nell'avambraccio poco
aderente al tronco, la cosiddetta “aria ai gomiti”;
le deviazioni dell'avambraccio o del metacarpo sono sempre
penalizzanti e indicative di difetti di appiombo
Posteriore. Nel complesso, visti da dietro, gli arti posteriori
sono diritti e non chiusi. In stazione di riposo l'articolazione
tra la coscia e la gamba forma un angolo ottuso.
Coscia: di media lunghezza, larga e molto muscolosa.
Gamba: lunga, robusta e con larga muscolatura, vigorosa
con forti tendini, ben angolata, non rigida.
Piedi: leggermente più lunghi degli anteriori, altrettanto
compatti, arcuati, con forti dita, senza speroni.
> DM: : Valgono le osservazioni già fatte
per l'arto anteriore; l'impressione che se ne deve ricavare é di
grande potenza, le masse muscolari debbono essere ben
sviluppate, i piedi posteriori, seppure un poco più lunghi
degli anteriori, debbono essere ben chiusi ed arcuati.
Per poter immaginare l'inclinazione ideale del posteriore
di un rott é necessario, ancora una volta, fare
un po' di esercizio di disegno; la groppa ha un'inclinazione
sull'orizzontale di circa 25/30 gradi, e lo stesso l'osso
della tibia (gamba); il femore si inserisce quasi perpendicolarmente
a questi due segmenti ossei, mentre il metatarso é quasi
perpendicolare al terreno. Gli angoli ideali formati
dai raggi ossei del posteriore sono circa: 100° l'angolo
coxo femorale, circa uguale l'angolo formato dalla congiunzione
tra coscia e gamba (femoro-tibiale), 130° circa l'angolo
formato da gamba e garretto. Femore, tibia e tarso dovranno
essere lunghi per favorire l'inserzione muscolare ottimale
e svolgere così al meglio la funzione di propulsione
nel movimento. Così come per la gamba anteriore,
tutte le deviazioni d'appiombo dalla verticale verranno
penalizzate (posteriori troppo stretti o troppo larghi,
appiombi vaccini o cagnoli).
Movimento:
Il Rottweiler è un trottatore. La linea dorsale
rimane solida e relativamente ferma. L'andatura è armoniosa,
sicura, potente e sciolta con buona falcata.
> DM: : La costruzione del rott sin qui vista porta
ad un cane con un movimento non da velocista ma da fondista,
molto potente e con la possibilità di protrarsi
nel tempo senza stancare il cane, un trottatore quindi.
Lo standard sottolinea come il dorso, trasmettitore della
potenza del movimento, dovrà essere solido, ma
ciò non significa rigido. Significa piuttosto
che ci troveremo di fronte una schiena dritta, che in
movimento non evidenzi spezzature o “gobbe”,
per permettere alla forza proveniente dal posteriore
di trasmettersi all'anteriore senza che ne vada perduta
neppure la più piccola parte. Gli angoli degli
arti anteriori e posteriori, se corretti, permettono
al cane con poco sforzo di produrre un buono spostamento
in avanti (questo intende la “potente falcata”);
i rott che in movimento dovessero avere un'andatura saltellante
o con passo raccorciato verranno penalizzati.
Pelle:
La pelle sulla testa è ben tesa ma si possono
formare leggere rughe quando il cane è in attenzione.
> DM: : Come già sottolineato in precedenza
per quanto riguarda cranio, muso e collo, lo standard
ribadisce ancora una volta la distanza morfologica che
separa il rott ed il molosso classico: l'aspetto della
pelle sulla testa del cane, in maniera particolare, é tesa,
senza rughe, ad eccezione di quando il cane é in
attenzione, e senza giogaia
Mantello:
Qualità: è formato da pelo e da sottopelo.
Il pelo è di media lunghezza, duro, aderente, compatto.
Il sotto pelo non deve sporgere dal pelo. Sugli arti posteriori
il pelo è leggermente più lungo. Colore:
nero con focature intense marrone-rossiccio ben delineate
sulle guance, sul muso, sotto il collo, sul petto e sugli
arti come pure sopra gli occhi e sotto la coda.
> DM: : Il mantello del rott non dà grosso
lavoro di manutenzione; nei periodi di muta stagionali
bisogna aiutare il cane a cambiare il manto con una robusta
spazzolata quotidiana, diversamente é sufficiente
una passata settimanale per mantenerlo in ordine. Il
mantello del rott é formato da pelo di copertura
e sottopelo; questo permette al cane di affrontare anche
temperature piuttosto rigide senza risentirne, purché abbia
un riparo adeguato da pioggia, vento e neve. D'altra
parte, ciò comporta una discreta perdita del pelo
di copertura per tutto l'anno, che tuttavia presenta
il vantaggio, essendo lungo circa 4 cm, di non conficcarsi
nei tessuti.
Altezza e peso:
Altezza dei maschi: da 61 a 68 cm.
61-62 cm -piccolo
63-64 cm -medio
65-66 cm -grande -taglia ideale
67-68 cm -molto grande
Peso: circa 50 Kg.
Altezza delle femmine: da 56 a 63 cm.
56-57 cm -piccola
58-59 cm -media
60-61 cm -grande -taglia ideale
62-63 cm -molto grande
Peso: circa 42 Kg.
> DM: : ATTENZIONE!!!!! Cìò NON significa
che esiste una “razza” di rott di taglia
piccola, media o grande. Qualsiasi sia l'altezza del
cane, é corretta se rientra in quanto previsto
dallo standard; non é possibile sapere a priori
quanto un cucciolo diventerà alto, e perciò nessun
allevatore degno di questo nome vi dirà che il
suo cucciolo é di taglia piccola, media, grande
o molto grande. E' più probabile che da soggetti
medio grandi nascano cuccioli che da adulti saranno medio
grandi, ma non é scontato. Inoltre poco importa
che il soggetto sia medio o grande se non ha armonia.
E' più aderente allo standard un soggetto medio
piccolo, ma con ossatura adeguata alla taglia e armonia
di forme che un soggetto molto grande, alto sugli arti,
che porta un'ossatura minuta o caratteri che si discostano
dalla razza avvicinandosi troppo al tipo mastino. Altro
fatto sul quale porre l'accento, il peso: generalmente
il peso ideale di un maschio é di circa 45/50
kg per un cane di taglia media, mentre per una femmina
ci si attesta tra i 37/40 kg. Malauguratamente, troppo
spesso s'incontrano soggetti in sovrappeso, solo perché il
loro proprietario é convinto che se pesa di più é più “grosso”;
purtroppo questi cani possono andare incontro a problematiche
come deviazioni degli arti, displasie, difficoltà di
riproduzione; spesso rivelano poca propensione al movimento
e basso temperamento, sopraffatti come sono dall'eccesso
di peso da portare a spasso.
Difetti:
Ogni deviazione dei punti sopra citati deve essere considerata
(valutato) come difetto e come tale deve essere degradato
in giusta proporzione alla deviazione. Aspetto generale:
ossatura e muscolatura deboli, apparenza generale leggera,
alta sugli arti. Testa: da cane da caccia; stretta, leggera,
troppo corta, lunga, pesante, fronte piatta (stop mancante
o insufficiente). Fisionomia facciale: muso lungo o appuntito,
naso schiacciato o con narici aperte, canna nasale montonina
o concava, tartufo chiaro o maculato. Labbra: aperte, di
colore rosa, o macchiate o con commessura labiale aperta.
Mascella: mascella inferiore stretta. Guance: troppo prominenti.
Dentatura: a tenaglia. Orecchie: attaccate troppo basse,
troppo pesanti, lunghe, sottili, tirate indietro in modo
tale da rimanere erette ed orecchie non portate correttamente.
Occhi: chiari, sporgenti (palpebre non ben aderenti, troppo
infossati, troppo grandi o troppo rotondi. Collo: troppo
lungo, sottile, scarsamente muscoloso, con giogaia o pelle
lassa. Tronco: troppo lungo, troppo corto, stretto. Linea
dorsale: troppo lunga, debole o insellata, dorso di carpa.
Petto: torace a costole piatte, a botte, compresso. Groppa:
scoscesa, troppo corta, troppo piatta o troppo lunga. Coda:
attaccata troppo alta o troppo bassa. Anteriore: appiombi
anteriori chiusi o storti. Spalla diritta, con mancanza
(o difetto) di aderenza del gomito; omero troppo lungo,
troppo corto o troppo diritto; metacarpo debole o rigido;
dita aperte, troppo piatte o troppo arcuate, dita rachitiche,
unghie chiare. Posteriore: cosce poco muscolose, arti chiusi,
garretti vaccini o mancini, con angolature troppo strette
o troppo aperte, presenza degli speroni. Pelle: pelle della
testa a pieghe. Condizioni del pelo: morbido, troppo corto
o troppo lungo, ondulato, mancante di sottopelo. Colore:
non corretto, non ben delineato, con focature troppo estese.
Difetti da squalifica:
Soggetti che non abbiano ben delineate le caratteristiche
del sesso (tipo femminile nei maschi e vice-versa). Comportamento:
soggetti ansiosi, timidi, codardi, non indifferenti allo
sparo, malvagi, eccessiva-mente diffidenti, nervosi. Occhi:
entropion, ectropion, occhi gialli, due occhi di diverso
colore. Coda: rotta , ad anello, con forte deviazione laterale.
Dentatura: cani prognati, enognati, morso incrociato, mancanza
di incisivi, canini, premolari o molari. Testicoli: N .B.
Entrambi i testicoli devono essere ben visibili e sviluppati
e ben discesi nello scroto. Pelo: soggetti con pelo molto
lungo o arricciato. Colore: cani che non hanno il tipico
colore nero di base in combinazione con focature marroni
correttamente distribuite; macchie bianche.
> DM: : Lo standard elenca qui sopra una serie di
difetti, divisi per “difetti” e “difetti
da squalifica”: i primi portano ad una penalizzazione
del soggetto, tanto più ampia quanto più é evidente
il difetto, i secondi alla sua squalifica, ovvero dovrebbero
escludere il cane dalla riproduzione; quando i soggetti
che ne sono affetti sono sottoposti alla prova di selezione
- ZTP - hanno la menzione “ZTP non superato. Non
adatto alla riproduzione”. In expo i difetti da
squalifica dovrebbero portare al ritiro del libretto
delle qualifiche ed alla menzione sul pedigree, ma tuttavia
ciò non avviene se non per specifiche situazioni:
l'enognatismo e la mancanza di uno od entrambi i testicoli,
gli unici difetti da squalifica accettati dall'Enci.
A questi, va aggiunta la displasia dell'anca e del gomito,
che si manifestano in queste due articolazioni: non é possibile
accertare una displasia se non attraverso una lastra
radiografica, anche se uno scarso sviluppo dei muscoli
del posteriore o una prolungata zoppia possono farla
sospettare. E non si può star tranquilli neppure
se questi due segnali sono assenti! E' consigliabile,
sempre, sottoporre il proprio cane al controllo prima
di farlo riprodurre. Pur presentando tanto l'arto anteriore
quanto il posteriore la possibilità di manifestare
displasia in egual misura, è la displasia delle
anche la patologia maggiormente invalidante per il cane
che ne è affetto. Per questi motivi, si consiglia
di sottoporre i cani ad un primo controllo radiografico
in età precoce affinché, se questa patologia
fosse presente, attraverso mirate metodologie chirurgiche
sarà possibile annullare pressoché totalmente
le problematiche ortopediche ad essa legate; un secondo
controllo va effettuato a 15 mesi, per i cani che non
hanno manifestato la patologia da cuccioli, con la registrazione
del risultato sul pedigree, per avere la certezza di
utilizzare in riproduzione solo soggetti sani.