EDUCAZIONE AL CENTRO DI ADDESTRAMENTO

Chi ben comincia è a metà dell’opera!.... Quando il vostro cucciolo, in particolare di rottweiler, tuttavia anche lo staffi può trovare giovamento da una buona educazione di base,  sarà un po’ cresciuto, intorno ai quattro - cinque mesi o anche prima, se trovate un centro nel quale si tengono corsi per cuccioli, cominciate a frequentare un centro di educazione cinofila per avere dei riferimenti su come educare bene il  cane ed affrontare al meglio gli eventuali problemi, soprattutto se vivete molto lontano da me e non c’é la possibilità, da parte mia, di seguirvi.
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Tenete presente una cosa: al campo di addestramento non si va per insegnare al cane esercizi da circo, ma per avere un CANE EDUCATO. Il più delle volte è il proprietario del cane che deve imparare, più del cane stesso. I problemi che spesso si  leggono  sono dovuti esclusivamente alla mancanza di educazione del cane e i  proprietari  hanno sottovalutato la necessità PRIMARIA del cane di essere guidato ed educato. Prima di addentrarmi oltre vorrei illustrarvi un concetto basilare di psicologia canina: il cane vive in un mondo molto diverso dal nostro, anche se vive con noi. I suoi pensieri sono ancora molto simili a quelli dei lupi, degli sciacalli, dei licaoni.. Anche se per noi esseri umani é difficile da comprendere ed ancor di più da accettare, in Natura la democrazia non esiste...... In Natura i canidi  vivono in branco, all’interno del quale vige una disciplina ferrea ma scevra da qualsiasi tirannia  e  sempre  coerente, indispensabile per la sopravvivenza del branco stesso. Il nostro cane, che ha sostituito il branco canino con la famiglia umana, ha bisogno di essere guidato ed educato. Per il suo equilibrio questo è indispensabile. È assolutamente in errore quel proprietario che ritiene di far del bene al suo cane semplicemente perché gli permette tutto. È quanto di PEGGIO possa fare per il suo equilibrio. Il cane ha bisogno di riferimenti FERMI e COERENTI per sviluppare al meglio le sue doti. Quanto più diventerete “canini” nei vostri atteggiamenti, più il vostro cane vi gratificherà con dedizione ed attenzione assolute. Qualora ciò non avvenisse, il vostro cane penserà di essere non solo autorizzato, addirittura in obbligo, a gestire la vostra vita, poiché non si sentirà sufficientemente protetto da VOI e, conseguentemente, rivestirà il ruolo di protettore e anche di dittatore per quello che reputa il suo “branco”. Ora, se a proteggerci anche quando non serve o a fare il prepotente é un relativamente piccolo staffi, non é così complesso gestirlo, anche se faremo sempre la figura dei proprietari incapaci  e  imbecilli, ma quando a proteggerci inutilmente o ad imporre la propria volontà é un rottweiler di 50 kg..... la gestione rimane certo più difficile!
Detto questo, passiamo a parlare di Campi di Addestramento.
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È indispensabile assicurarsi che il centro cinofilo sia serio, che si guardi anzitutto al benessere dell’animale,  che chi vi segue abbia una ottima esperienza sul rottweiler (in particolare) e dove gli esaltati che vogliono il cane killer siano assenti. Prima di fare una scelta definitiva prendete contatto  con me. Sarò  in grado di indirizzarvi nel posto giusto anche se non è detto sia quello sotto casa vostra. Alle volte, per il bene del  cane è importante fare qualche km in più......
Rivolgetevi all’educatore cinofilo per sottoporgli i vostri dubbi e le vostre incertezze, senza dimenticarvi che ogni cane ha una sua personalità e che quello che un soggetto impara in due lezioni un altro può impararlo in sei. Molto dell’apprendimento dipende dal rapporto che il cane ha con il suo proprietario. Se questo rapporto non è stato instaurato correttamente, sarà necessario un esame di coscienza da parte vostra e la disponibilità a cambiare i VOSTRI atteggiamenti.
Il professionista, dopo aver sottoposto il vostro cucciolone  ad un  test caratteriale ed aver parlato con voi per conoscere le vostre esigenze, vi proporrà una serie di alternative volte a migliorare la vostra vita con lui. Non dimenticate che a quell’età il vostro cucciolone ha bisogno di imparare divertendosi e non certamente per coercizione. Anche questo sarà un indicatore circa la preparazione dell’educatore cinofilo. Potrete scegliere se incominciare subito un corso, qualora il vostro cane sia particolarmente disobbediente (ma se avrete seguito con attenzione i miei consigli certamente non lo sarà) o semplicemente frequentare il centro una volta alla settimana. Se vi vorrete cimentare nelle prove agonistiche, le nozioni base apprese nei primi mesi di vita vi consentiranno di avere un cane particolarmente ricettivo nei periodi successivi, semprechè chi vi avrà seguito sappia MOLTO BENE come ci si deve comportare nell’addestramento dei cuccioli in generale e di quelli di razza rottweiler in particolare. In ogni caso, non dimenticate mai che il vostro cane, adulto, ha bisogno di muoversi.  Non sono sufficienti le passeggiatine igieniche. Se ne avete la possibilità, un’ora al giorno portatelo fuori e giocate con lui con una palla, o semplicemente fatelo passeggiare in un luogo dove possa muoversi liberamente, senza dimenticare che il “troppo stroppia”: in casa evitate le corse sui pavimenti all’inseguimento della pallina e le corse su e giù  per le scale.. le sue articolazioni ve ne saranno grate! almeno sino ad un  anno il movimento và fatto senza mai forzare il cucciolo, perciò niente bici, niente footing, niente salti, ostacoli e niente gite di una giornata a camminare in montagna. Apro una parentesi riservata ai proprietari di staffi: nonostante la loro piccola taglia, i cuccioli e cuccioloni di questa razza sono dei concentrati di adrenalina allo stato puro. Dovete considerare che se volete un cucciolo che non  “smonti” la casa e voi, dovrete dedicare parecchio tempo all’attività ludica con il cucciolo, attraverso giochi e corse e attività con altri cani, senza dimenticare che anche questa razza ha bisogno di attenzioni durate la crescita, per evitare problemi sopratutto al ginocchio. Anche per gli staffi le corse pazze, i bruschi cambi di direzione, i salti sono da evitare sino all’anno d’età.
Ai  momenti di libertà  aggiungerete degli esercizi di attivazione mentale, per stancarli “nella testa” quando non é possibile - o quando non é consigliabile - l’attività fisica.


LE ESPOSIZIONI

La soddisfazione più grande per  un allevatore che fà selezione è quella di vedere i propri soggetti calcare i ring. Pur lavorando con impegno e coscienziosamente, non sono molti i Campioni che un allevatore nella sua vita ha l’onore di laureare tali. Inoltre il Campione ha sempre alle spalle un conduttore - proprietario sportivo, rispettoso delle esigenze del cane, che si impegna duramente e che macina migliaia di kilometri con il suo cane, quasi tutte le domeniche.  L’impegno espositivo è enorme, sia per il proprietario che per il cane. E’ necessario che sia sempre presentato al meglio delle sue condizioni (pelo, muscolatura, salute ecc.) e, nonostante tutto, spesso si torna a casa con un secondo o magari semplicemente con un piazzamento, dopo una levataccia, alcune ore di auto, un consistente impegno economico e.... pochi secondi di “lavoro”. laviIl ring espositivo non è e non deve diventare il luogo dove scaricare le proprie frustrazioni, nè verso il cane nè verso il giudice nè, tanto meno, verso gli altri concorrenti. Il giudice non sempre ci darà la soddisfazione di premiare il nostro cane e noi dovremo essere così obiettivi da conoscere, meglio del giudice, tutti i difetti del nostro cane e cercare di presentarlo al meglio, esaltando i pregi e attenuando i difetti. Questo lungo preambolo per farvi capire che, se siete i felici proprietari di un soggetto estremamente tipico e potenzialmente Campione, saranno moltissimi i sacrifici che vi saranno richiesti. Se vorrete affrontare questa esperienza sarò felicissima di viverla insieme a voi. Ricordate solamente che in questo ambito la SPORTIVITÀ’ è dote irrinunciabile.

L’ALLEVAMENTO

Prima di affrontare questo argomento, per altro ricco di soddisfazioni, desidero inserire alcune considerazioni.
La prima riguarda la qualità di un riproduttore: non tutti i cani di razza, anche se sono figli di campioni, sono  adatti per la riproduzione. Perchè ciò sia di beneficio per la razza alla quale appartengono, si deve trattare di soggetti di alta qualità certificata, equilibrati e che sono stati controllati per le malattie trasmissibili. In sostanza il buon riproduttore è quello che meglio rispecchia le caratteristiche della razza alla quale appartiene. So già cosa pensate “ah! ma per una cucciolata che forse farò con il mio cane tutto questo non mi riguarda! “... Invece vi riguarda, eccome! Avete acquistato un soggetto di qualità, che proviene da cani certificati, ma non è detto che rappresenti al meglio la sua razza; anche UN SOLO accoppiamento sbagliato può rovinare il lavoro di selezione sin qui portato avanti.
Altro argomento da affrontare in questo contesto è il - presunto - desiderio di maternità o sessuale che NOI pensiamo possa avere il nostro cane. Siamo NOI a pensare questo: un essere umano, effettivamente, vive malissimo una  mancata maternità o paternità desiderata, come vive malissimo la mancanza di un partner. Con i cani NON è così. I cani, vi ricordo ancora una volta, vivono con noi ma non pensano come noi; fanno parte della Natura.  La femmina di cane “ricerca” un partner sessuale Soltanto nel periodo estrale; accudisce la cucciolata perchè così ha deciso la Natura per la continuazione della specie e se ne disinteressa completamente una volta assolto il suo compito. Il cane maschio, invece, è alla ricerca di un partner sessuale 365 gg all’anno, perchè la  Natura così ha decretato: per un maschio è più difficile trasmettere i suoi geni alle generazioni future. Le occasioni vanno tutte sondate e, se possibile, utilizzate.  
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Le femmine vanno solitamente in calore due volte l’anno, le perdite durano circa 3 settimane, più intense i primi 10 giorni.  Il periodo fertile si situa, scolasticamente, tra il VIII e il XVI giorno dall’inizio delle perdite di sangue.. . . . ma siccome i cani non leggono i libri, sono comunque normali calori ogni 3-4 mesi e che durano 5 giorni come 30 e periodi fertili che vanno dal secondo, terzo giorno dall’inizio delle perdite sino al 30.mo. Non dimenticatelo, dunque!
Il maschio, una volta che ha raggiungo la maturità sessuale, solitamente poco dopo che ha iniziato a fare la pipì con la gamba alzata, è in calore 365 giorni all’anno. Proprietari di maschi, ricordatelo sempre !!!!
Detto questo, aggiungo  qualche informazione medica sull’apparato riproduttore del cane:  per quanto riguarda la femmina, tutte le volte che va in calore, che si accoppi oppure no, il suo corpo si comporta come se ci fosse una gravidanza in atto e questo spesso si manifesta attraverso quella che comunemente si chiama gravidanza immaginaria, con la cagna che ha atteggiamenti materni verso pupazzi od oggetti, montata lattea etc. Questo è un escamotage della Natura per far si che se la madre muore, come spesso capita in Natura, ci saranno altri soggetti del branco in grado di provvedere alla prole sino a che non è autonoma. Ancora una volta non si tratta di un desiderio di maternità non realizzato. Questo, però, dal punto di vista medico, è foriero di problemi nella cagna, che va in calore due volte l’anno, quando non tre, - mentre in Natura una sola volta l’anno e solo se ci sono le condizioni ambientali adatte per far crescere la prole, - che vive mediamente 10 - 15 anni (in Natura raramente si vedono soggetti più anziani di 5- 7 anni), e che così sottopone il suo apparato riproduttore ad un lavorio eccessivo che - molto spesso - si trasforma in patologie tumorali in età anche giovanile.  Questo è il motivo principale, senza considerare le possibili  gravidanze indesiderate, per cui un soggetto non destinato alla carriera riproduttiva trarrà grande beneficio dalla sterilizzazione. Già vi sento: “ah! ma poi cambia carattere! ah! ma poi ingrassa!”....... Per Favore... non fate i cugggini!!  Il cane non cambierà carattere e non ingrasserà SE:  Voi continuerete a trattarlo come avete sempre fatto, e non comincerete a trattarlo come un “Oh-povero-cagnolino-mio-che-ti-ho-fatto” o a rimpinzarlo come un maialino, come spesso capita, per un malinteso senso di colpa che perseguita il proprietario di una cagna  (o di un maschio, se per questo.....) a seguito della sterilizzazione. Anche i cani maschi vanno incontro ad una serie di problemi se rimangono integri; il più frequente è la fuga, con conseguenze non sempre prevedibili. Se va bene, un bello spavento per l’assenza del cane, un proprietario di cagnetta inferocito e poco altro. Se invece va male, il nostro cane potrebbe essere morto, investito da una macchina, causando un incidente con conseguenze anche molto gravi per il suo  proprietario sotto il profilo penale. Inoltre, anche i maschi possono sviluppare tumori maligni all’apparato riproduttore come conseguenza della produzione ormonale che viene stimolata tutte le volte che annusano una cagnetta in calore.
Ultimo, ma non per questo meno importante, il senso di responsabilità che ci deve essere da parte nostra: è vero che il maschio  non “porta a casa figli” ma siamo in ogni caso responsabili degli eventuali cuccioli disseminati in giro dal nostro cane.
Se ogni proprietario di cane fosse responsabile per il Proprio cane, basterebbe questo a ridurre drasticamente il problema dei cani abbandonati e  dei cuccioli non voluti.
Detto questo, addentriamoci un momento nel pianeta allevamento:
Intanto, come detto sopra, è bene sottoporre il cane ad alcuni “esami”,  per accertarsi che effettivamente si tratti di un soggetto adatto alla riproduzione; è vero, avete acquistato il cane da un giudice...  ma non sarebbe corretto portare il cane a giudicare “solo” da me. Potremo decidere insieme a quali expo e prove partecipare per avere dei giudizi da esperti qualificati.
Vi pregherei di contattarmi in ogni caso prima di trovargli il - la partner : sarò lieta di mettere a vostra disposizione  la mia esperienza, la mia professionalità e le mie informazioni al fine di ottenere i migliori risultati, sia dall’accoppiamento sia per quanto riguarda il parto e la crescita della cucciolata, il momento migliore per averla nonchè i canali più efficienti per poterla cedere.
Se si tratta di un rottweiler, vi consiglio caldamente di sottoporlo a due  test: la lastra per escludere la displasia e lo ZTP.  
Per quanto riguarda la lastra per la displasia, bisogna rivolgersi a veterinari abilitati, i quali provvederanno ad eseguirla in anestesia totale a partire dai 15 mesi. Non tutti i veterinari che eseguono questo esame si rivolgono alla stessa centrale di lettura. Vi suggerisco di scegliere un veterinario che invii le lastre per la lettura alla Ce.Le.Ma.Sche, dove sarà possibile trovare le letture di tutti i progenitori del vostro cucciolo.
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Per quanto riguarda lo ZTP, questa sigla astrusa che sa un po’ di disinfettante significa, tradotta dal tedesco, Prova di selezione per l’allevamento.  In Italia è una prova NON OBBLIGATORIA per la riproduzione, ma indispensabile per ottenere dei titoli; viene eseguita da giudici specialisti di razza ed è divisa in due parti. Per potervi accedere il cane deve aver compiuto il 18.mo mese di vita e presentarsi all’esame con la lastra della displasia; il cane é sottoposto ad un accurato esame morfologico: pesato, misurato,  controllato il colore degli occhi, il colore delle mucose della bocca, la chiusura dentale ed il numero dei denti. Il soggetto che presenti la mancanza anche di un solo dente, per quanto piccolo e insignificante, non potrà superare questa prova, così come quei soggetti che non hanno corretta chiusura, occhi troppo chiari o altre  imperfezioni elencate nello standard.  Viene controllata inoltre la morfologia in generale, dando una descrizione accuratissima del soggetto, dalla quale si potrà attingere per i futuri accoppiamenti, andando a cercare soggetti che presentino al meglio quelle caratteristiche che nel nostro soggetto fossero risultate carenti. Per superare questo esame morfologico il cane NON DEVE essere un campione di bellezza. È sufficiente che sia un cane corretto.
Si passa poi alla parte caratteriale, dove il cane deve dimostrare di non avere paura dello sparo, di non temere o aggredire un gruppo di persone inoffensive che si stringe intorno a lui e al proprietario, ed infine dimostrare di essere un buon difensore eseguendo due esercizi (improvviso e lanciato) al termine dei quali sono indispensabili la cessazione a comando e la vigilanza. Non voglio dilungarmi oltre se non per rinnovarvi un  caldo invito  a seguire questa strada.
A proposito di displasia desidero farvi notare che, da studi fatti in America su più di 10.000 soggetti, è risultato che la displasia è un problema legato all’ereditarietà soltanto per un 25 - 30%  e che l’alimentazione, il tipo di vita, il peso, l’eccesso o la carenza nutrizionale e di movimento che il soggetto conduce, soprattutto in età giovanile sono, spesso, i veri responsabili. Sfortunatamente, pur avendo tutte le possibili attenzioni, questa “Spada di Damocle” può incidere accidentalmente sino al 6% dei soggetti, pur trattandosi di soggetti che nelle loro linee non presentano displasie e correttamente allevati.

NB: questo scritto é stato parzialmente pubblicato  nello Speciale sulla razza edito  dalla rivista “Cani”  del Dicembre 2001, con questa nota

LORO PAGANO I NOSTRI ERRORI

“ I nostri cani pagano sempre per gli errori che noi facciamo.”

Questo pensiero mi accompagna ogni giorno, anche se oggi quei cani non ci sono più.
Sono stati tantissimi gli errori nei quali sono incorsa da quando ho cominciato la mia vita,  quella vera, con i cani, nel 1988.
Avevo acquistato il mio primo rott, una femmina,  da un privato, e i suggerimenti che mi aveva dato mi sembravano
giusti e corretti da seguire. Non sapevo assolutamente NULLA di cani.
Nella mia totale ignoranza non potevo far altro che affidarmi a chi, credevo, ne sapeva più di me.
Poi, con il trascorrere del tempo, conobbi persone che i cani li vivevano, li comprendevano, li sapevano seguire.
Mi resi conto che i consigli che mi avevano dato erano assolutamente errati, di tutti gli errori che IO avevo fatto crescendo i miei cani, di come i miei cani li avevano pagati.
E li guardavo nei loro occhi neri e profondi, liquidi per l’affetto che esprimevano.
In quel momento presi una decisione: se mai avrò l’onore di avere dei cuccioli da una mia cagna, quei cuccioli dovranno
essere cuccioli felici, e i loro proprietari non dovranno trovarsi a fare gli errori che io ho fatto. 
Così é nata l’idea di quello che io chiamo “il libretto delle istruzioni per l’uso” che consegno a tutti i proprietari dei miei cuccioli.
Sino ad ora sono stata un po’ gelosa di questo mio scritto: poi mi hanno fatto notare che anche coloro che non vengono
direttamente in contatto con me hanno il diritto/dovere di crescere bene il loro cucciolo, e che i buoni consigli  possono essere utili a tutti.


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