MA NOI FACCIAMO LA KOERUNG di Daniela Maffei (continua)

Informazione e formazione sono due processi lunghi, ma che sono diventati di primaria importanza oggi che i cani vivono sempre più a contatto con noi. Chi non ha almeno un amico che possiede un cane? Li troviamo tutti i giorni al parco, li abbiamo in casa, vivono con noi e i nostri figli, i nostri parenti ed amici; in altri Stati si è affrontato questo scoglio attraverso una prova, che - paese che vai, test che trovi - è il BH in Germania, il test di cane buon cittadino in USA, il Mental Test nei paesi Scandinavi… E in Italia? Be’........ semplicemente non ci preoccupiamo di questo problema. Ci dimentichiamo troppo spesso, proprio noi addetti ai lavori, che i cani di razza iscritti sono centinaia di migliaia, e che solo un misero 10% si avvicina alla cinofilia ufficiale. Per i rott, che negli ultimi anni hanno iscritto dai 6500 dello scorso anno ai quasi ottomila di due, tre e quattro anni fa, possiamo parlare di una popolazione di circa 30MILA cani potenzialmente in periodo riproduttivo…… Di questi, poco più di 300 (si, avete letto bene, trecento!) partecipa tutti gli anni all'appuntamento più importate della razza, il Campionato Sociale di Allevamento. E non è che le altre razze stiano meglio. Le percentuali quelle sono! E noi facciamo selezione su meno del 1% della razza, non importa quale….. E la chiamiamo selezione! Se non ci preoccupiamo di informare e formare quel proprietario, o meglio, quei 29.700 proprietari di rott…quei 29.700 rott sono potenzialmente dei riproduttori che offriranno prodotti dello stesso - basso - livello, e quei cuccioli saranno ceduti ad altre centinaia di migliaia di persone che faranno altrettanto, e continueremo ad avere una cinofilia spaccata in due: da una parte quel 1% di persone che vivono la cinofilia ufficiale, dall'altra il rimanente 99% di disinformati…e di persone che sulla disinformazione - e sulla pelle dei cani - ci fanno i miliardi.

Se alla persona-normale-che-cerca-un-cane non interessano minimamente il pedigree, o i titoli di campionato o di selezione, è solo perché NON è informato. Per lui un rott, un dobermann, un volpino di Pomerania o un dogue de bordeaux sono tutti uguali: che siano figli di Pallino e Birilla (con tutto il rispetto per loro) o del super mega campione. L'unica cosa che li distingue, agli occhi di un profano, è il prezzo. Se vanno in un centro commerciale e trovano la marca di televisore "XZ" che costa 10 centesimi di meno che nell'altro centro commerciale, la comprano dove costa meno. Perché allora spendere di più per il cane? Tanto sempre di quella "marca" é.

Eh, sì: manca la CULTURA. Continuo a scriverlo e riscriverlo, sempre a lettere maiuscole, perché la conoscenza è la base di tutte le ricchezze. Manca quella conoscenza che si potrebbe facilmente portare a tutti i proprietari di cani…se solo fosse obbligatorio…… prima di prendere un cane o nel momento in cui lo si prende (non importa se di razza o no, non importa se di 2 kg o di 90 kg), apprendere cosa significa avere un cane. Cos'è, come pensa, come agisce e reagisce, cosa significa "razza pura", cosa significa "meticcio", che differenze ci sono.

Vogliamo chiamarlo BH? Va bene. Vogliamo chiamarlo Test per proprietario consapevole? Va benissimo. Vogliamo chiamarlo Piripacchio? Va benissimo lo stesso. Basta che ci si pensi, e prima possibile! All'interno di questo "test" dovranno essere presenti alcuni argomenti basilari e la formazione del proprietario, fondamentale in tutta la vita del cane, dovrà seguire un iter che lo porti a porre l'accento sull'educazione del cane in casa e fuori casa, al suo controllo in tutte le situazioni, ai comportamenti idonei da tenere in caso di difficoltà, così da renderlo edotto nel miglior modo possibile di ciò che comporta avere un cane come compagno di vita.

Per l'Enci sarebbe cosa facilissima. Tutti coloro che fanno riprodurre un cane di razza, quando consegnano il cucciolo, dovrebbero essere obbligati a consegnare al nuovo proprietario una piccola brochure con delle indicazioni standard di base per l''educazione e a segnalare i dati del nuovo proprietario all'Enci (cosa, quest'ultima, che per altro già avviene), che a sua volta dovrebbe preoccuparsi di formare persone per fornire questo tipo di servizio presso tutte le delegazioni Enci già presenti sul territorio. Basterebbe un corso a basso costo, di 4/6 incontri, che vertesse su argomenti adatti all'educazione del neofita. Le Società Specializzate potrebbero fare ancora di più e di meglio, assicurando ai loro associati qualcosa di analogo, ma più specifico per la razza e in particolare per quelle attualmente sotto pressione: questo test, che dovrebbe dare la preferenza al controllo e alla gestione del cane più che all'esaltazione alle doti atletiche, - alcune delle quali, e mi riferisco in particolare alla sezione "difesa" spaventano o esaltano terribilmente, a seconda dei casi, i neofiti - , potrebbe diventare il primo gradino da superare per accedere alle prove successive, maggiormente selettive. Per i cani non di razza potrebbero intervenire le associazioni che si occupano dei randagi, i canili e rifugi che li danno in adozione: e per quelli già adottati dovrebbe essere facile risalire ai proprietari dei cani attraverso l'anagrafe canina. Quello che stupisce è che non ci sia mai stata l'espressione della volontà di avviare qualcosa di analogo. Né dalle associazioni animaliste, né da quelle che si occupano di cani di razza. Se si procedesse lungo questo percorso, nell'arco di pochi anni, il 90% degli abbandoni sarebbe eliminato; i trafficanti di cani non avrebbero più acquirenti; i giornalisti non avrebbero più di che scrivere sui cani killer; i sindaci non dovrebbero più emanare ordinanze apocalittiche contro i cani. E le percentuali di cani selezionati salirebbero incredibilmente.

Ma noi…ah, già! Noi facciamo la Koerung.


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