Informazione e formazione sono
due processi lunghi, ma che sono
diventati di primaria importanza
oggi che i cani vivono sempre più a
contatto con noi. Chi non ha almeno
un amico che possiede un cane?
Li troviamo tutti i giorni al parco,
li abbiamo in casa, vivono con
noi e i nostri figli, i nostri
parenti ed amici; in altri Stati
si è affrontato questo scoglio
attraverso una prova, che - paese
che vai, test che trovi - è il
BH in Germania, il test di cane
buon cittadino in USA, il Mental
Test nei paesi Scandinavi… E
in Italia? Be’........ semplicemente
non ci preoccupiamo di questo problema.
Ci dimentichiamo troppo spesso,
proprio noi addetti ai lavori,
che i cani di razza iscritti sono
centinaia di migliaia, e che solo
un misero 10% si avvicina alla
cinofilia ufficiale. Per i rott,
che negli ultimi anni hanno iscritto
dai 6500 dello scorso anno ai quasi
ottomila di due, tre e quattro
anni fa, possiamo parlare di una
popolazione di circa 30MILA cani
potenzialmente in periodo riproduttivo…… Di
questi, poco più di 300
(si, avete letto bene, trecento!)
partecipa tutti gli anni all'appuntamento
più importate della razza,
il Campionato Sociale di Allevamento.
E non è che le altre razze
stiano meglio. Le percentuali quelle
sono! E noi facciamo selezione
su meno del 1% della razza, non
importa quale….. E la chiamiamo
selezione! Se non ci preoccupiamo
di informare e formare quel proprietario,
o meglio, quei 29.700 proprietari
di rott…quei 29.700 rott
sono potenzialmente dei riproduttori
che offriranno prodotti dello stesso
- basso - livello, e quei cuccioli
saranno ceduti ad altre centinaia
di migliaia di persone che faranno
altrettanto, e continueremo ad
avere una cinofilia spaccata in
due: da una parte quel 1% di persone
che vivono la cinofilia ufficiale,
dall'altra il rimanente 99% di
disinformati…e di persone
che sulla disinformazione - e sulla
pelle dei cani - ci fanno i miliardi.
Se alla persona-normale-che-cerca-un-cane
non interessano minimamente il
pedigree, o i titoli di campionato
o di selezione, è solo perché NON è informato.
Per lui un rott, un dobermann,
un volpino di Pomerania o un dogue
de bordeaux sono tutti uguali:
che siano figli di Pallino e Birilla
(con tutto il rispetto per loro)
o del super mega campione. L'unica
cosa che li distingue, agli occhi
di un profano, è il prezzo.
Se vanno in un centro commerciale
e trovano la marca di televisore "XZ" che
costa 10 centesimi di meno che
nell'altro centro commerciale,
la comprano dove costa meno. Perché allora
spendere di più per il cane?
Tanto sempre di quella "marca" é.
Eh, sì: manca la CULTURA.
Continuo a scriverlo e riscriverlo,
sempre a lettere maiuscole, perché la
conoscenza è la base di
tutte le ricchezze. Manca quella
conoscenza che si potrebbe facilmente
portare a tutti i proprietari di
cani…se solo fosse obbligatorio…… prima
di prendere un cane o nel momento
in cui lo si prende (non importa
se di razza o no, non importa se
di 2 kg o di 90 kg), apprendere
cosa significa avere un cane. Cos'è,
come pensa, come agisce e reagisce,
cosa significa "razza pura",
cosa significa "meticcio",
che differenze ci sono.
Vogliamo chiamarlo BH? Va bene.
Vogliamo chiamarlo Test per proprietario
consapevole? Va benissimo. Vogliamo
chiamarlo Piripacchio? Va benissimo
lo stesso. Basta che ci si pensi,
e prima possibile! All'interno
di questo "test" dovranno
essere presenti alcuni argomenti
basilari e la formazione del
proprietario, fondamentale in
tutta la vita del cane, dovrà seguire
un iter che lo porti a porre
l'accento sull'educazione del
cane in casa e fuori casa, al
suo controllo in tutte le situazioni,
ai comportamenti idonei da tenere
in caso di difficoltà,
così da renderlo edotto
nel miglior modo possibile di
ciò che comporta avere
un cane come compagno di vita.
Per l'Enci sarebbe cosa facilissima.
Tutti coloro che fanno riprodurre
un cane di razza, quando consegnano
il cucciolo, dovrebbero essere
obbligati a consegnare al nuovo
proprietario una piccola brochure
con delle indicazioni standard
di base per l''educazione e a
segnalare i dati del nuovo proprietario
all'Enci (cosa, quest'ultima,
che per altro già avviene),
che a sua volta dovrebbe preoccuparsi
di formare persone per fornire
questo tipo di servizio presso
tutte le delegazioni Enci già presenti
sul territorio. Basterebbe un
corso a basso costo, di 4/6 incontri,
che vertesse su argomenti adatti
all'educazione del neofita. Le
Società Specializzate
potrebbero fare ancora di più e
di meglio, assicurando ai loro
associati qualcosa di analogo,
ma più specifico per la
razza e in particolare per quelle
attualmente sotto pressione:
questo test, che dovrebbe dare
la preferenza al controllo e
alla gestione del cane più che
all'esaltazione alle doti atletiche,
- alcune delle quali, e mi riferisco
in particolare alla sezione "difesa" spaventano
o esaltano terribilmente, a seconda
dei casi, i neofiti - , potrebbe
diventare il primo gradino da
superare per accedere alle prove
successive, maggiormente selettive.
Per i cani non di razza potrebbero
intervenire le associazioni che
si occupano dei randagi, i canili
e rifugi che li danno in adozione:
e per quelli già adottati
dovrebbe essere facile risalire
ai proprietari dei cani attraverso
l'anagrafe canina. Quello che
stupisce è che non ci
sia mai stata l'espressione della
volontà di avviare qualcosa
di analogo. Né dalle associazioni
animaliste, né da quelle
che si occupano di cani di razza.
Se si procedesse lungo questo
percorso, nell'arco di pochi
anni, il 90% degli abbandoni
sarebbe eliminato; i trafficanti
di cani non avrebbero più acquirenti;
i giornalisti non avrebbero più di
che scrivere sui cani killer;
i sindaci non dovrebbero più emanare
ordinanze apocalittiche contro
i cani. E le percentuali di cani
selezionati salirebbero incredibilmente.
Ma
noi…ah, già!
Noi facciamo la Koerung.